Inutile nascondersi dietro un dito, per farsi conoscere, un tipster ha bisogno dei social ed anche di un buon seguito, ma ha anche bisogno di qualcosa che resti, ed in questo caso ha bisogno anche di un sito, ed ovviamente della SEO.
Non sono due strade alternative. I social accelerano la scoperta e il dialogo con i fan; la SEO per tipster permette di essere trovato quando una persona cerca informazioni precise. Il problema nasce quando tutto il progetto dipende da Instagram, TikTok, Facebook, YouTube o Telegram: il pubblico è tuo, ma il canale no, quindi, per alcuni canali il ban potrebbe esser dietro l’angolo.
I social sono obbligatori, ma non sono di proprietà
Come anticipato ad inizio articolo per un tipster, ignorare i social significa rinunciare alla rapida espansione*. Video, dirette, commenti e analisi brevi permettono di raggiungere persone che non conoscono ancora il progetto.
I social possono dimostrarsi utili per:
- commentare una partita;
- presentare un pronostico;
- rispondere alle domande;
- aprire un confronto;
- mostrare il metodo;
- portare il pubblico verso un contenuto più completo;
- sponsorizzarsi*.
Una live può creare più empatia di dieci articoli. Il pubblico ascolta come ragioni, vede come affronti un’obiezione e capisce se conosci davvero l’argomento. Anche i commenti possono aumentare la diffusione del post e offrire nuovi spunti, pur senza garantire automaticamente maggiore visibilità.
Il limite è semplice: l’account non è di tua proprietà.
La piattaforma decide quali contenuti mostrare, quali formati privilegiare e quali regole applicare. Un cambiamento dell’algoritmo può ridurre la portata dei post. Una limitazione, una segnalazione o una modifica delle policy può rendere più difficile raggiungere persone che già ti seguono.
Avere molti follower non significa quindi possedere quel pubblico. Significa provare a poterlo raggiungere finché la piattaforma lo consente e alle condizioni stabilite da essa, considera che i social non mostrano il contenuto a tutti i tuoi follower, in breve ed a grandi linee l’algoritmo funziona pressoché cosi:
creo un contenuto e lo mostra ad una % di follower, se questo scuote interesse lo continua a mostrare ad altri tuoi follower, se diventa virale esplode, immaginiamo che il post/video da te pubblicato non raggiunge le stime in organico, sei corsetto a sponsorizzare il post e qui entrano in gioco le policy dei social, che in molti casi, se non vengono rispettate, bannano l’account bloccando ogni possibilità di crescita.
Per questo i social sono obbligatori, ma devono avere anche una funzione precisa: trasformare l’attenzione in un contatto che possa continuare fuori dal feed.
Come mantenere il contatto con i follower
Un tipster non deve abbandonare i social. Deve evitare che rappresentino l’unico punto di accesso al progetto.
Il passaggio può essere semplice:
- il follower scopre un contenuto;
- visita il sito per leggere l’analisi completa;
- riconosce il nome del tipster;
- si iscrive a una newsletter o a un canale;
- torna direttamente senza dipendere da un nuovo post virale.
Il sito diventa la base. Social, video e live continuano a portare persone nuove, ma articoli, guide e pagine stabili raccolgono il lavoro svolto.
Anche Telegram può aiutare a mantenere il contatto, ma resta una piattaforma esterna, quest’ultima piattaforma secondo il mio punto di vista non è il massimo per il contatto con il pubblico, resta sempre un canale mono direzionale e non sempre produce riscontro in termini di community.
Attenzione, Telegram può essere un ottimo canale di distribuzione, non l’unico luogo nel quale esiste l’attività, infatti l’obiettivo non è spostare forzatamente tutti i follower, ma dare ai fan più interessati un modo per ritrovarti anche se un account perde visibilità.
Se per raggiungere il tuo pubblico devi ogni volta convincere un algoritmo, il rapporto rimane fragile.
SEO e sito: una strada più lenta, ma tua
La SEO permette a un contenuto di essere trovato attraverso ricerche come “come diventare tipster”, “CPA o Revenue Share”, “canale Telegram per tipster” oppure “pronostici a pagamento”.
E’ bene chiarire subito che la strada seo è la più lunga e la più dispendiosa, conserta che ti scontrai con colossi del web, e la crescita è sempre relegata a regole sono ben precise e non lasciano scampo all’improvvisazione, inoltre e bene precisare che quest’ultima non produce necessariamente risultati immediati. Un nuovo sito deve competere con portali affermati, magazine, network di affiliazione e aziende con budget molto più alti. Servono contenuti utili, struttura, collegamenti interni, autorevolezza e continuità.
La concorrenza dei grandi siti, però, non rende inutile il lavoro. Un tipster può scegliere query più specifiche o anche dette code lunghe, rispondere a problemi concreti e sviluppare una voce che i portali generalisti non possiedono, in altre parole potresti creare al tua struttura in una nicchia di mercato specifica es. GG/NO GG – cartellini – calci d’angolo ecc..
Ricorda, il sito è un bene digitale controllato dal tipster. Dominio, archivio, traffico organico, mailing list e identità editoriale possono diventare parti concrete del progetto ed avere un proprio peso nella commercializzazione del tuo personal brand.
Un sito può diventare un patrimonio vendibile
Un profilo social può avere valore commerciale, ma rimane soggetto alle condizioni della piattaforma e il suo trasferimento può essere limitato dalle relative regole. Un sito costruito correttamente presenta invece elementi più facilmente misurabili e trasferibili.
Un progetto editoriale può essere valutato attraverso:
- traffico organico;
- posizionamento delle pagine;
- qualità e quantità dei contenuti;
- iscritti alla newsletter;
- ricavi documentati;
- accordi di affiliazione trasferibili;
- autorevolezza del dominio;
- riconoscibilità del brand.
Immaginiamo un sito specializzato nei pronostici di Serie B oppure un sito specializzato nei pronostici dei cartellini gialli, un settore nettamente dedicato che va a rispondere esclusivamente a quella query ovvero quella domanda. Negli anni pubblica guide, analisi e approfondimenti, potrai competere con le ricerche effettuate sui motori di ricerca con la tua chiave specifica, un progetto indirizzato ad un pubblico di nicchia, che può sceglierti come punto di riferimento.
La SEO non rende automaticamente vendibile un sito, quest’ultimo contribuisce un patrimonio che può essere analizzato, migliorato e, in determinate condizioni, eventualmente ceduto.
Un account social nasce all’interno di una piattaforma altrui. Un sito ben costruito diventa parte dell’attività.
La strategia corretta per un tipster
Scegliere tra social e SEO è un errore. I due canali rispondono a esigenze differenti.
I social servono per farsi scoprire, mostrare personalità e creare un rapporto immediato. La SEO serve per intercettare domande, conservare i contenuti e costruire visibilità meno dipendente dal feed.
La strategia più equilibrata è:
- pubblicare contenuti brevi sui social;
- usare live e commenti per creare empatia;
- approfondire gli argomenti sul sito;
- collegare gli articoli tra loro;
- raccogliere contatti con strumenti trasparenti;
- aggiornare le guide che continuano a ricevere visite.
TipsterZone segue questa direzione offrendo strumenti gratuiti nel TipsterZone Hub, pronostici quotidiani con analisi e una sezione di Guide Tipster dedicata a chi vuole iniziare o sviluppare il proprio progetto.
I social possono portarti rapidamente davanti a molte persone. La SEO può fare in modo che continuino a trovarti anche quando il post è ormai scomparso dal feed.
