Non capita spesso che un gigante globale del sports betting venga celebrato in una capitale europea mentre nel nostro mercato domestico la questione legale rimane intricata e dibattuta. Il 19 gennaio 2026, durante gli International Gaming Awards a Barcellona, 1xBet è stata incoronata Sports Betting Operator of the Year, riconoscimento che sottolinea l’espansione internazionale, l’innovazione operativa e gli sforzi in tema di gioco responsabile. Tuttavia, proprio nel contesto italiano, il bookmaker continua a essere fuori dal perimetro di legalità previsto dalla legge nazionale.
Un premio internazionale ma un mercato sotto osservazione
La cerimonia di premiazione, svoltasi presso l’InterContinental Hotel di Barcellona, ha premiato la piattaforma per la sua “eccellenza operativa”, la crescita nei mercati regolamentati e l’adozione di misure avanzate di responsabilità nel gioco. La giuria ha evidenziato, tra gli altri aspetti, gli sforzi per migliorare la customer experience e rafforzare gli strumenti di tutela dei giocatori in diverse giurisdizioni di licenza.
È un riconoscimento che fotografa il percorso di crescita internazionale di 1xBet: dalla sua fondazione nel 2007, l’operatore ha ampliato l’offerta includendo sportsbook, casinò ed esports, diventando uno dei nomi più noti nel betting online globale.
La situazione in Italia: licenze, restrizioni e vicende recenti
Se a livello internazionale 1xBet raccoglie elogi, in Italia la sua storia recente è completamente diversa. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Fatto Quotidiano, 1xBet ha cessato le attività ufficiali in Italia dal 10 novembre 2025, quando ha chiuso le operazioni nazionali e ha lasciato un periodo di tempo limitato per il prelievo dei fondi da parte degli utenti italiani. L’operatore, in precedenza presente nel Paese attraverso la società italiana Cmobet S.r.l. con una concessione ADM, ha interrotto ogni attività in seguito a una riforma del regime delle concessioni che ha reso più stringenti i requisiti per operare legalmente nel mercato italiano.
Il quadro giuridico italiano è chiaro: la raccolta di scommesse e il gioco d’azzardo sono consentiti solo attraverso operatori autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), e ogni attività effettuata senza concessione è vietata e punibile. I provider senza licenza ADM sono inseriti in una lista nera di siti bloccati, con l’obbligo di oscuramento per gli accessi dal territorio italiano.
Sponsorizzazioni e contraddizioni in Serie A
La contraddizione tra notorietà globale e status legale in Italia emerge in modo evidente dalla vicenda delle sponsorship nel calcio. 1xBet è stata associata alla Lega Serie A come international partner, ma già in passato la mancanza di una licenza italiana aveva attirato critiche e polemiche. In passato politici e rappresentanti istituzionali avevano sottolineato come un accordo di questo tipo, senza la concessione ADM, fosse in palese contrasto con la normativa italiana.
Secondo le cronache recenti, anche dopo la chiusura delle operazioni italiane la presenza del marchio nei materiali promozionali della Serie A – limitata però ai mercati esteri – ha sollevato dubbi su un possibile invito implicito al gioco su piattaforme non autorizzate, creando una dinamica percepita come incoerente rispetto alle regole che regolano il mercato interno.
Tensioni normative e futuro del mercato italiano
L’uscita di 1xBet e di altri operatori internazionali dal mercato regolamentato italiano segue una riforma del settore volta a semplificare e rafforzare il quadro regolatorio: dall’eliminazione delle “skin” – sub-siti affiliati gestiti sotto una singola licenza – all’attivazione di nuove concessioni che puntano a maggiore trasparenza e compliance.
Da un lato, l’esperienza internazionale di 1xBet indica come le grandi piattaforme di scommesse cercano di conciliare crescita e responsabile tutela degli utenti. Dall’altro, il caso italiano ricorda quanto sia delicato l’equilibrio tra regolamentazione statale, tutela dei consumatori e visibilità commerciale: un terreno su cui le istituzioni italiane sono sempre più vigili, mentre gli operatori internazionali devono decidere se conformarsi alle regole locali o concentrare le loro attività altrove.
La doppia faccia di 1xBet – celebrata a Barcellona come miglior operatore di scommesse del 2026 ma formalmente **non legale in Italia** e recentemente uscita dal mercato nazionale – racconta molto del momento attuale dell’industria del betting: un settore globale in espansione, ma sempre più sotto la lente dei legislatori e dei regolatori. Il caso italiano, con le sue riforme e le tensioni istituzionali, rimane un banco di prova importante per misurare la sostenibilità e la responsabilità delle piattaforme internazionali nel rispetto dei contesti giuridici locali.